IL MUCCHIO - FDM. Febbraio 2010. Giorgio Sala
Da una persona che ha vissuto, per davvero, il punk ti aspetteresti niente di più che schiettezza e sincerità, e manco a dirlo il botta e risposta con Lorenzo Tovoli, chitarra e voce dei Klaxon, è permeato di tutto questo. Del resto è anche il comune denominatore con la loro ultima prova discografica, “Brutti, sporchi e cattivi” (Raged), che costituisce l’oggetto privilegiato (e anche la scusa, ad essere sinceri) per quanto qui sotto riportato. Vita vera, nel senso più rivoluzionario di questi due termini.
Finalmente! Sei anni per un disco... Come mai? Le vostre vite vi avevano rubato al punk rock?
Assolutamente no, in questi anni abbiamo continuato a suonare e suonare per noi non significa solo fare prove dischi o concerti. Ma farlo continuando a vivere le nostre vite. Abbiamo vissuto la nostra vita di lavoratori, padri di famiglia. E poi comunque non siamo stati mai un gruppo da un disco l'anno. Non perché fossimo a corto di argomenti, anzi, ma perché appunto traiamo gli spunti per i nostri brani sempre dal nostro vissuto.
Come sono venuti fuori i pezzi? Immagino che le cose da dire, visto anche il tempo intercorso dalla prova precedente, fossero parecchie; come s'è svolta la selezione dei brani?
Abbiamo scelto semplicemente le migliori tra una rosa di trenta canzoni, cercando di selezionare quelle che a nostro parere avrebbero poi rappresentato meglio tutto quello che sono i Klaxon di oggi. Queste canzoni, e spero che questo si sia compreso, infatti rispecchiano un gruppo non uniformato ai target che vanno tanto di moda oggi. In qualche modo ci piace sempre pensare a noi come ad un gruppo porta bandiera di uno stile non allineato. Uno stile in cui per fortuna non siamo gli unici.
Mi piace pensare che a guidarvi nella musica sia un po' la stella polare dei Clash. Ti piace l'idea? Attualmente riesci a trovare un po' di quell'urgenza - che è anche la vostra! - in gruppi attuali? Hai dei nomi da farci?
Ovviamente anche a noi piace pensare ai Clash come dei fari, sia politicamente che musicalmente. I Klaxon poi otre che dai Clash sono influenzati da altri stili e pensieri, legati alla società italiana. Altri esempi di band simili a noi e che credo sentano le nostre stesse urgenze? Difficile fare i nomi, sicuramente però potrei citare gruppi come Banda Bassotti, Linea, Gang, Nabat. Gente che mantiene alta la bandiera del dissenso. Speriamo di condividere con loro tanti altri anni di musica e politica.
Avete davvero "divorziato" dalla vostra città? Tutta questa "polvere" di cui canti sta facendo danni anche nella capitale? Quali sono secondo voi le vere emergenze sociali di questo paese?
C'è solo un'emergenza a mio parere in Italia, ovvero quella di non spersonalizzare la società con ideali sbagliati e falsi propinati in continuazione dai mass media. Purtroppo a questo gioco partecipano anche quelli che dovrebbero opporsi e cioè la sinistra italiana. Ovviamente Roma, che oltre ad essere la nostra città è anche la Capitale, è attrice privilegiata in questo gioco. E' tutto sotto gli occhi dei romani. Noi siamo romani. E continueremo a soffiare sempre su questa polvere.
Pensate che un disco come "Brutti, sporchi e cattivi" si rivolga di più ai "ragazzi" della vostra età, parli alle nuove generazioni oppure questo genere e questi testi parlano a tutti indifferentemente?
La risposta è sempre sotto i nostri occhi. Quando suoniamo dal vivo, c'è gente di ogni età. Vediamo ragazzi, giovani, coetanei, o amici più grandi. Per cui la risposta non può che essere scontata: a tutti quanti. Non credo sia un fatto legato all’età, quanto ad un certo modo di “sentire” e vedere la realtà, e la musica.
Quando avete iniziato, ma anche solo fino al vostro penultimo disco, il mondo musicale era radicalmente diverso; riuscite a trovarvi a vostro agio anche in questo agitato 2010? Era meglio l'Uonna Club o le webzine e MySpace?
Per i Klaxon ed i gruppi a noi simili al di là d tutto non c'è tutta questa differenza. Perché non siamo il gruppo alternativo pieno di buoni propositi sia musicali che intellettuali che cambia repentinamente politica al seguito di logiche di mercato assurde, trovandosi poi sui palchi più disparati, vedi Sanremo ad esempio, a blaterare pietose giustificazioni verso i fan della prima ora. Potrei farti anche una lista di chi si comporta in questo modo, ma preferisco lasciar perdere. Noi suoniamo oggi come allora, e pensiamo e diciamo sempre quello che vogliamo. Questa libertà è il nostro orgoglio. Lo era all'Uonna nell'80 ed è lo stesso anche adesso su MySpace o in ogni altro “luogo” virtuale. Viva la tecnologia.
Contatti: www.myspace.com/klaxon100celle
Giorgio Sala
ROCK SOUND - DICEMBRE 09/GENNAIO 2010. ARMANDO AUTIERI. FOTO FULVIO "DEVIL"PINTO (scattata al Crash di Bologna il 10 ottobre 2009)

Si sentiva il bisogno di un pò di ruvido rock'n roll punk proletario, quindi ecco di nuovo in pista il quartetto di romani veraci con un album dal titolo che riprende il film di Ettore Scola. Speranza voglia di riscatto e ricordi della gioventù sono le colonne portanti di "Brutti, sporchi e cattivi". Nati trent'anni fa nel quartiere di Centocelle, i quattro rocker romani non si sono mai distinti per essere prolifici in quanto a uscite discografiche. Ma ogni lavoro lascia un segno, come quest'ultimo, uno dei più sinceri e appassionati album punk italiani degli ultimi anni. Si respira l'aria del film di Scola "Brutti sporchi e cattivi", sui quartieri degradati dei dintorni di Roma, ma non manca un fondo di speranza, nonostante tutto. "E' esattamene così come quei film" dice Andrea, bassista e cantante - "la romanità che troviamo lì e che c'è anche nella vita vissuta e nelle canzoni. L'omaggio a Scola nasce da questo".
Ci sono voluti sette anni per dare un seguito a "Vita Agra" (altro omaggio stavolta da un libro di Luciano Bianciardi). Andrea ci spiega il perchè sono sempre stati molto attenti a far uscire qualcosa a loro nome: "Abbiamo aspettato un pò di tempo per rimettere i puntini sulle I. Ambiamo cambiato ancora formazione, è rientrato il batterista originale Fabrizio e il suono è tornato ad essere quello di "100 Celle City Rockers", anche se più moderno. "Vita Agra" aveva un suono più rock e pulito, che in quel contesto piaceva. Siamo stati un pò lenti perchè tiriamo avanti le nostre famiglie, ma si, è vero che i nostri dischi hanno sempre avuto gestazioni lunghe. Quest'ultimo ci abbiamo messo solo un anno per portarlo a termine, avevamo l'urgenza di parlare della società italiana e mondiale attuale. Alla fine avevamo pronte venticinque canzoni e quindi abbiamo dovuto per forza operare un lavoro di scrematura. Alla fine ne abbiamo scelte tredici, che sono quelle che potete ascoltare in "Brutti sporchi e cattivi".
La scelta è stata felice, alcuni pezzi sono bombe punk'n roll divertenti e da ballare, altre hanno un andamento più amaro,ma quel che conta è il tiro, sempre potente. Chiediamo ad Andrea la nascita di due pezzi "Lettera per Joe" e "Anfibio e cresta". "La prima è nata da una domanda che ci fece un giornalista. Ci chiese di parlare di Strummer, così ho pensato di rispondere come se gli scrivessi una lettera, appunto. La cosa ci è piaciuta molto e questa lettera è diventata una canzone di cui andiamo molto orgogliosi. "Anfio e Cresta" è invece una risposta in musica ad un'altra cazone, composta dai nostri fratelli della Banda Bassotti. Intitolata "Partirò per Bologna". E' la storia mia e di Angelo Sigaro (cantante e chitarrista della Banda Bassotti) che ancora ragazzini partimmo la mattina presto per andare ad un raduno OI! a Bologna. Sono due canzoni per raccontare la stessa storia che è sempre nel mio cuore e spero che piaccia ancora ai più giovani".
ONDALTERNATIVA - DICEMBRE 2009. Silvia Eufemi
http://www.ondalternativa.it/modules.php?name=News&file=article&sid=7666
Dov'erano i Klaxon?I veterani del punk made in Italy ci raccontano dei vecchi e dei nuovi tempi.Se avevate perso il filo...
Il vostro penultimo album risale al 2002,ed era Vita Agra.Oggi invece uscite con "Brutti sporchi e cattivi",a ben 7 anni di distanza dall'altro.Sono due album cosi distanti oppure in qualche modo sono anche vicini?
I due album "Vita Agra" e "Brutti sporchi e cattivi" sono diversi per vari motivi. "Vita Agra" era un album più intimista, "Brutti sporchi e cattivi" invece si rifa al nostro stile iniziale, a quello di 100 Celle city rockers per capirci. Comunque Vita Agra e Brutti sporchi e cattivi in alcuni pezzi hanno delle affinità chiare. Per il resto la differenza sostanziale nella sonorità dei due album credo risieda nel fatto che i due dischi sono stati registrati da due batteristi differenti.
"Brutti sporchi e cattivi" è uscito quest'anno.Secondo voi potrebbe essere scambiato per un album appartenente anche ad altre annate?
Io personalmente l'ho trovato sia un album anacronistico che attuale... Il termine anacronistico non mi sembra appropriato non capisco in che senso tu l'abbia usato. Forse per le sonorità ma le sonorità nostre non saranno mai globalizzate, edulcorate, altrimenti avremmo fatto e faremmo ora altra musica. Non capisco perchè a volte ci venga chiesta questa cosa visto che i temi che trattiamo sono attuali e le sonorità le nostre, la nostra identità. Le nostre sonorità non credo cambieranno. Ogni musicsita ha la sua sonorità. Non siano un gruppo sperimentale, anche se non è escluso che un giorno ci prenderà di far pezzi con sinth ed elettronica! eheheh
Come avete reso attuale anche il vostro sound?Un caso?
Se nostro sound è attuale come facciamo allora ad essere anacronistico. Forse per i temi trattati, ma non mi semba che non siano attuali. Tutt'altro.
Il binomio passato-presente si ritrova con la cover di "Canzone della libertà" dei Gufi,band degli anni '60...
Canzone della libertà è ua canzone che sembra scritta da noi. L'abbiamo ascoltata e subito fatta nostra. Sembra nosta. Con tutto il rispetto per i Gufi ovviamente. Appena sentita abbiamo subito deciso di farla.
A proposito di passato : siete un gruppo punk storico,attivo dal 1978.Cosè cambiato in voi da quei tempi?Cosa avete lasciato tra i ricordi e cosa invece avete ridimensionato?
Non è cambiato assolutamente nulla, lo spirito è sempre quello e non abbiano ridimensionato nulla. Abbiamo allargato sia la formazione che i temi trattati.
Mentre la scena punk italiana secondo voi in che modo è cambiata?
La scena punk ora scimmiotta più la scena estera, ancora più di prima. Prima c'era parecchia ispirazione, ora si tende anche cantando più in inglese ad essere anonimi. Anni fa eravamo più schietti, amatriciana, genuini. Musica artigianale, forse più reale, spontanea. Ora sembra tutto più finto.
Quindi cosa dite a chi ormai dice che il punk è morto?
Il Punk non muore, è un sentimento che uno ha dentro. In ognuno di noi c'è un punk. E' come dire la canzone d'amore è morta o l'heavy metal è morto. Mi chiedo sempre perchè è il punk che deve essere sempre morto. Visto che ci sono una miriade di gruppi punk, una scena sempre attiva. Forse perchè è un genere, un modo che spaventa, forte.
Tornando all'album,"Brutti sporchi e cattivi" è una denuncia della situazione italiana.Cos'è che va storto secondo voi?
Tutto storto e la cosa che più va storta è che tutti fanno finta di niente.
Cosa vi sentite di dire alle persone che ascolteranno "Brutti,sporchi e cattivi?"
Che non hanno sentito il nuovo album. Che sarà ancora peggiore e più duro del precedente.
Quanto dovranno aspettare i fans per un nuovo lavoro?avete già delle idee?
Visto che siamo vecchi e sulla soglia della pensione lometteremo fuori molto presto.
E' stato un onore!Spero di venire per la data di Lucca.Ciao Klaxon.
a cura di Silvia Eufemi
DIEZEITGEIST – 23 novembre 2009. Intervista di Thierry Bignamini
http://www.diezeitgeist.it/?p=3669
La pubblicazione - per i tipi della Raged Records - di Canzone Retorica, secondo singolo estratto dall’album Brutti sporchi e cattivi, è stata la scusa per intrattenere uno scambio di E-mail con Andrea Morelli, bassista e cantante dei Klaxon, scambio di E-mail sfociato in questa intervista.
Thierry Bignamini - Voi siete attivi dal 1978. Raccontatemi, brevemente, la storia di questi 30 anni insieme. Cosa tiene insieme una band per così tanto tempo (e con pochissimi cambi di formazione)?
Andrea Morelli - Abbiamo iniziato nel ‘78 a formare una band, all’ epoca in Italia di punk si parlava molto poco. Ci siamo trovati a scuola, più che altro amanti della musica. Poi è partito tutto. Ieri come ora la band è tenuta insieme dall’ amicizia. Ci conosciamo da oltre 40 anni. Abbiamo preso lo strumento in mano la prima volta insieme ed abbiamo scritto le prime canzoni insieme!! E ancora oggi oltre che suonare ci piace vederci per stare insieme davanti a qualche buon rosso!!
TB - Cosa significava essere (e suonare) punk allora e cosa significa nel 2009?Nel 1978 il punk era la novità assoluta, un qualcosa di rivoluzionario, oggi invece è “un classico”. Come vivete la progressiva “istituzionalizzazione” del punk e, soprattutto, la concreta possibilità che i vostri dischi conoscano una stagione di “revival”?
AM - Non pensiamo che il nuovo disco sia un disco revival,considerando. Le tematiche di cui si parla lo rendono un disco assolutamente attuale. I Klaxon non sono un gruppo revival. Siamo sempre alla ricerca di novità!E poi per nostra fortuna abbiamo già prossimi pezzi per poter creare un nuovo album.
TB - Più che al nuovo album o all’approccio da parte vostra - che mi sembra chiaramente contemporaneo - mi chiedevo più che altro come vivreste un eventuale “revival” della stagione del punk “originario” italiano e, quindi, anche della vostra esperienza, anche alla luce del vostro essere una band tuttora vitale.
La nostra musica ha radici lontane e questo fa si che ci siano odori che riportano alla prima ondata punk, ma come si può sentire nei nostri dischi l’evouzione è proporzionale alla realtà che viviamo, quindi sempre nuova e diversa e rappresentativa di noi stessi e di ciò che siamo.
Tra il punk di una volta e quello di oggi non è cambiato molto per noi e l’isituzionalizzazione del genere non ci appartiene, le nostre sonorità sono sempre e sempre saranno non globalizzate e scomode ad un oreccchio borgherse.
Il discorso del revival non ci disturba, e riguarda i nostri primi dischi, il nostro discorso oggi si aggiorna con Brutti sporchi e cattivi ed il revival per noi è un valore aggiunto, è storia.
TB - Con che atteggiamento vi ponete verso le punk band della “nuovaonda” e, soprattutto, con i “nuovi punk che vi seguono?
AM - I nuovi ragazzi che vediamo ai nostri concerti ci danno entusiasmo. Più di prima se possibile,considerando ipoteticamente che potremmo essere i loro padri.
TB - Da molti testi emerge il vostro attaccamento verso la vostra città ed il vostro quartiere. Quale ruolo può giocare una band nella vita di un quartiere?
AM - Si…siamo attaccati alle nostre radici alla nostra città.
TB - Negli anni ho sempre avuto l’impressione che per quanto le band si sentano e si dichiarino attaccate al proprio “territorio” spesso non sono da esso riconosciute,restano in qualche modo “estranee” alla percezione della gente. Voi che ne pensate?
Nessuno è profeta in patria…si dice.
TB - Secondo voi è possibile, oggi, essere un “gruppo impegnato” senza che l’impegno fagociti ogni possibilità di espressione artistica?
AM - Io penso che chi ne fa bandiera dell’impegno ed è arrivato alla notorietà grazie a questo debba continuare necessariamente su quell’ onda.
TB - Quello Punk (come quello Hip Hop o Metal, ad esempio) è un pubblico “di nicchia” che, come spesso accade, è molto legato alla difesa di una presunta “ortodossia” dalle contaminazioni cosiddette “commerciali”. Questo vi condiziona? Vi capita mai di chiedervi se il pubblico capirà o apprezzerà una determinata scelta musicale?
AM - No
TB - Con la parola Punk, a livello musicale, si raggruppano band estremamente distanti tra loro: oltre ai Clash di Joe Strummer (che omaggiate apertamente nell’album) quali sono i vostri gruppi preferiti? E quali vi hanno maggiormente influenzato a livello musicale?
AM - Clash, Stiff Little Fingers,Angelic Upstairs, Sham 69, ma anche Exploited,Gbh,The Special,The Beat.
TB - E al di fuori del punk propriamente detto? La vostra musica subisce (o ha subito negli anni) infiltrazioni e contaminazioni “esterne”?
AM - L’influenze esterne ci sno sempre state. Storicamente non abbiamo mai ascoltato musica coi paraocchi, abbiamo iniziato a suonare a 12 anni perche fortemente influenzati dai Beatles e tutto il movimento Inglese degli anni 60,passando poi per la musica americana dei 70 blues e country compreso. tra l’altro siamo tutti estimatori del rock n roll anni 50.
TB - A chi, tra i gruppi più o meno legati alla scena punk nostrana vi sentite più vicini, sia umanamente che a livello artistico?
AM - Banda Bassotti, Nabat, Stab, Atarassia Grop,Linea, Rappresaglia, e anche se con alcuni di loro non ci conosciamo personalmente stimiamo quello che fanno.
TB - Se doveste suggerire ad un “neofita” un album o una band del punk originario” che nome fareste?
AM - Clash e Stiff Little Fingers
TB - Tanti musicisti che arrivano da esperienze punk, nel tempo, hanno completamente modificato il proprio orizzonte sonoro, ma spesso rivendicano una continuità, rivendicano di “essere sempre punk, nonostante il nuovo suono”. Secondo voi è possibile scindere l’approccio, l’esperienza di vita e la cultura punk da un determinato spettro sonoro? E’ possibile essere punk “a prescindere” da cio che si suona?
AM - Probabilmente si.
TB - In vari brani di Brutti, sporchi e cattivi ci sono delle citazioni e dei riferimenti a Pasolini. Cosa rappresenta per voi? Quanto conta tra le vostre fonti di ispirazione la letteratura? Da che scrittore o poeta -Pasolini a parte- vi sentite più ispirati?
AM - Il fatto di vivere dove Pasolini ha vissuto, gli stessi cieli, li stessi palazzi, i disagi, le contradizioni è pregnante per noi, le periferie ci hannoo cresciuto e noi le rigettiamo nei testi e nella musica. Amiamo la letteratura che ha a che fare con la strada e non solo; John Fante, Steinback, Thomas Behrnard e il Luciano Bianciardi di La Vita agra a cui ci siamo ispirati nel disco precedente. Ci piace legare i nostri lavori a lavori di altri artisti anche se il contenuto è simile solo in certi sapori ad esempio Brutti, sporchi e cattivi è un film di Ettore Scola ed è con il massimo rispetto che pensiamo al nostro disco come ad un lontano cugino di quel film. Nei cuori degli uomini maturi i frutti del furore e s’avvivina l’epoca della vendetta.
Thierry Bignamini - Foto Cannatris3@live.it
POST.IT ROMA - SETTEMBRE 2009
http://www.postitroma.it/scarica-postit/postit-night-sett-2009/



