EXTRA MUSIC MAGAZINE - Sara Bracco
Non staremo qui a rifare la storia di come i Cock Sparrer trai ’70 e ‘80 hanno pervaso la scena londinese, innescando consistenti influenze negli ambiti punk rock del periodo o aprendo la strada al sottogenere Oi! ma, ben di altro vogliamo parlare, di come anche una semplice reinterpretazione se curata per scaletta, combinazioni e nomi possa comunque e assolutamente emergere! Il compito per Cock Sparrer Belong To Us spetta a una quindicina di gruppi che provengono da differenti nazioni (Germania, Paesi Baschi, Stati Uniti ed Italia)e da diverse esperienze (punk, oi!, street punk o hardcore punk) chiamati dalla Raged Records e Gunfight Clothing a rivisitare a loro modo i maggiori successi della leggendaria band punk. Ben lungi, come normale debba essere, dall’inossidabile versione originale anche se non ci si allontana di troppo le quindici prove di Cock Sparrer Belong To Us per linguaggio energico e tecnica di sostanza possono dichiararsi riuscite Fiori all’occhiello Where are they now degli Swingin' Utters,I got your number dei The Forgotten, Riot squad dei Bones Bag, Watch you back dei One Trax Minds o Because You're Young degli Antistamina. In settanta minuti un buonissimo riassunto degli storici Cock Sparrer che sicuramente fa bene alle giovani band ma anche alle orecchie più esperte!
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ROCKAMBULA - Riccardo Verrocchi
Quando il punk rock è il genere musicale "internazionalista" per eccellenza. Il messaggio che ci lancia "Belong to us", questo disco tributo ai Cock Sparrer è un messaggio di unità e di perfetta salute della scena internazionale che si stringe attorno ad una band leggendaria simbolo della scena londinese del 77 e successivamente punto di riferimento dell'Oi! mondiale negli ani 80, i Cock Sparrer appunto.
Nel disco, presentato in aprile con un bellissimo mini festival al Villaggio Globale di Roma, troviamo infatti gruppi provenienti da varie nazioni che ricordano, ognuno con una propria rivisitazione, tutti i maggiori successi della band inglese. E' così che "We're coming back" è presente grazie all'interpretazione dei baschi Des-Kontrol (grandi protagonisti del già citato concerto del Villaggio) e "Where are they now" è opera dei più celebri Swingin'Utters, dagli States. Ed ancora abbiamo i Radio Dead Ones cimentarsi in "Battersea bardot", i Forgotten con "I got your number" ed i One Trax Minds in "Watch you back". Da segnalare anche le buone prove di Bones Bag, Rackam's Revenge ed Antistamina.
Come vedete si tratta di gruppi diversi tra loro, ognuno proveniente da esperienze varie, realtà sociali differenti, scene nazionali e locali di diverso tipo, dall'Italia ai Paesi Baschi, dagli U.S.A. all'Europa, tutti riunitisi, ed incontratisi, in nome dei Cock Sparrer, della loro leggenda, della loro storia. A dimostrazione del fatto che il punk non è assolutamente morto e che vive grazie anche a bands che hanno la capacità di ricordare e reinterpretare i gruppi che hanno fatto storia.
Un saluto particolare, ed un ringraziamento per aver riportato all'attenzione della nostra scena una storica band del punk mondiale come i Cock Sparrer (ahimè troppo poco conosciuti, per non dire sconosciuti, ai giovani punkers di oggi...speriamo che questa raccolta sia per loro da incentivo ad approfondire la conoscenza della storica band), va agli amici di Gunfight Clothing (http://www.myspace.com/gunfightclothing) e della Raged Records che si sono sbattuti per mesi per "sfornare" questo bellissimo lavoro, curato in ogni minimo dettaglio, dalla grafica alla scaletta dei gruppi.
E allora, senza dilungarci troppo in chiacchiere per far posto alla musica: fan dei Cock Sparrer di tutto il mondo unitevi..."Belong to us" non può assolutamente mancare nella vostra discografia!!
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STAY PUNK
Ai Cock Sparrer va tutta la mia stima per quel capolavoro di rock'n roll - classificarlo come un disco Oi! sarebbe riduttivo - che è "Shock Troops", sentimenti analoghi devi provarli la Raged Records (che a breve rilascerà un nuovo disco dei Klaxon, stay tuned) che ha messo insieme questo tributo con 15 bands più o meno famose che rendono omaggio agli inglesi pescando soprattutto dal loro sopracitato primo disco. Come già detto a suo tempo per la compilation "Punk 77-07" della Tre Accordi records (leggi recensione) sono abbastanza prevenuto verso queste iniziative, perchè mai uno dovrebbe ascoltarsi questo tributo invece degli originali? Tralaltro le versione proposte sono fin troppo fedeli risultando poco più di una copia sbiadita... Rimangono le prove convincenti di One Trax Minds, Blood 77, Sala And Magu - con una bella versione acustica di "Tough guys" - e soprattutto dei tedeschi Buccaneers ( www.myspace.com/thebuccaneers77) che danno un valore aggiunto a "get a rope" trasformandola nel loro stile senza stravolgerla. Ecco, se tutti i gruppi avessero fatto come questi ultimi ne avrei consigliato l'acquisto ad occhi chiusi...fate un pò voi, io vado a sentirmi i Cock Sparrer, quelli veri.
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TROUBLEZINE - Max Rozzo
Di tutte le band di strada inglesi i Cock Sparrer sono forse i più amati dai kids e tra i più influenti per centinaia di altre band che sono venute fuori negli ultimi 30 anni. Quante volte è capitato di sentire qualcuno (non obbligatoriamente crestato o rasato) fare le loro cover? Raged Records ha radunato un po’ di gentaglia che si diletta in questa arte e ha dato alle stampe “Belong To Us – Tribute To Cock Sparrer”. 15 band in tutto, provenienti un po’ da ovunque (USA, Germania, Italia, Spagna), che svariano dal nome famoso (Swingin’Utters, Forgotten, Radio Dead Ones) a quello più o meno sconosciuto e che contribuiscono a mantenere viva la forza di questi pezzi gloriosi, ognuna a modo suo ma senza mai discostarsi troppo dalle versioni originali. Originali che sono inarrivabili, superfluo dirlo, ma una Because You’re Young interpretata così, e con voce femminile, è davvero notevole. Bravi insomma i romani Antistamina, che insieme a One Trax Minds, Bones Bag, Blood ‘77 e Serial Drinkers (ancora bella la voce femminile che interpreta What’s It Like To Be Old?) tengono alta la bandiera italiana. Un tributo ben fatto, che non stanca e che si conclude dolcemente con la versione acustica di Tough Guys ad opera di Sala & Magu: ok, con dei pezzi così è impossibile non cavarne fuori qualcosa di buono, ma merito a tutti coloro che ne hanno preso parte!



