Report Uibx Free Press
Parcheggio e scopro che l’Init è una specie di alter-ego del Circolo degli Artisti. Sono attaccati, confinanti per un giardino, e la gente passa da un locale all’altro con grande tranquillità. Sono mosso dalla curiosità, quella curiosità che mi ha assalito da quando ho letto che la storica punk band romana dei Klaxon tornava con un nuovo disco pubblicato da un’etichetta indipendente che non conoscevo, la Raged Records.
A memoria sono passati più di cinque anni da quando giravano a tutta birra in città e il ricordo è di una band compatta e di grande qualità. Sostengo da anni il punk italiano e non mi tirerò indietro in questo nuovo capitolo della sua storia. “Brutti, sporchi e cattivi” è il titolo del loro nuovo lavoro che il comunicato stampa presenta come un disco punk compatto, maturo, denso di messaggi e parole che prendono di petto i meccanismi e le sofferenze della politica e della società contemporanea.
Si spengono le luci e parte “E’ tutto loro quello che luccica”. Davanti al batterista si sono messi in linea, come a formare un muro. E’ un muro di suono e lo si capisce dai primi colpi ritmici. Passa “Retorica” e vengo rapito dall’energia di “Basso/chitarra/batteria”. “Anfibi e cresta” ha invece un testo cinematografico. Sembra di vederlo a colori davanti agli occhi. La sala prima mezza vuota si riempie del tutto e adesso respirare è più difficile. Credo che nella scelta della scaletta ci sia un po’ di ironia perché i ragassuoli, sempre bravissimi, sparano in sequenza “Geronimo” e “Un grido”. Per quanto sono fomentato sparerei io un grido di Geronimo. Mi allontano quanto basta dalla sala principale per prendermi una birra e dalle retrovie mi godo la parte sociale di “Canzone della libertà”, “Canto disperato” e “Alla mia nazione”. Vedo tante facce giovani, non deve essere facile attraversare il vento forte per vent’anni ed essere ancora tutti in piedi. Rientro e il suono mi spettina. “Arde-core” e la splendida “Lettera per Joe” mi riconciliano col punk viscerale, quello che ascoltavo al buio quando ero davvero incazzato.
Dopo l’inizio a mò di treno in faccia i suoni sono sistemati meglio, più divisi e, nella loro divisione, danno un’idea di coerenza e compattezza unici. Penso, come tutti, a Bush su “I’m so bored with Usa” e vago, come tutti, in “Senza meta”. La gente delle prime file è quasi drogata dalla musica dei Klaxon. Canta a squarciagola e si dimena come baccanti nel mezzo di una festa. Dopo “Fuori-legge” e “Frammenti di parenti” (leggetevi il testo perché merita davvero) si chiude con la title-album “Brutti, sporchi e cattivi”. Titolo e pezzo azzeccatissimi. Sono effettivamente brutti ma anche giustamente cattivi, come il punk insegna. Salutano i Klaxon ma io non ci casco e infatti, dopo qualche minuto, compaiono e spaccano quel che rimaneva dell’Init con “100 Celle city rockers” (fantastica!!!). Seguono “Supermarket noia” e “Libero”, che però non è rivolta a Feltri. La chiusura vera è affidata ad un brano manifesto di un’intera generazione, “I fought the law”. Esco sudato da fare schifo e felice da fare ancora più schifo. Mi accatto il cd.
Perché il punk italiano l’ho sempre sostenuto.
VitaMiincor
URLOWEB: 4 OTTOBRE
All’Init, ieri sera, il palco si è incendiato. I Klaxon hanno creato uno show potente e coinvolgente, che ha fatto esplodere l’entusiasmo e l’eccitazione della folla. Stiamo parlando di una storica band romana, esistente addirittura dal 1979, che produce esclusivamente roba buona: ottimo punk ’70 con efficacissime commistioni Ska e Oi!, mescolato a testi maturi, consapevoli, ma incredibilmente taglienti, quasi feroci.
Si appellano alla sacra (e ormai rara) libertà Andrea Morelli (voce e basso), Lorenzo Tovoli (voce e chitarra), Fabrizio Ferraro (batteria) e Roberto Moschetti (chitarra) nel loro nuovo lavoro “Brutti, sporchi e cattivi” che è stato presentato proprio ieri sera, a più di sei anni dall’uscita dell’ultimo Lp. Un ritorno tirato, veloce e aggressivo di uno stile punk-rock che ha segnato e definito la loro lunghissima storia, rendendoli una delle pietre miliari dell’underground italiano. “Brutti, sporchi e cattivi” è pubblicato dall'etichetta indipendente romana Raged Records. Due realtà capitoline che dopo essersi varie volte sfiorate incrociano adesso i propri intenti per presentare al pubblico un disco punk compatto, maturo, denso di messaggi e parole che prendono di petto i meccanismi e le sofferenze della politica e della società contemporanea.
Questi quattro ragazzi spendono parole contro il potere nelle mani di pochi, contro chi schiaccia il mondo nella povertà, nella crisi e nell’intolleranza. E tornano a infiammare gli animi grazie a “100 Celle City Rockers”, inconfondibile tributo ai Clash e alla loro “Clash City Rockers”. Proprio al loro scomparso frontman, Joe Strummer, viene dedicata “Lettera a Joe”, seguita da due cover. La folla impazzisce con “Tutto loro quello che luccica”, “Fuori legge”, “Canzone della libertà” e a fine live chiede un bis e poi un altro ancora, e il formidabile concerto si conclude con un’acclamatissima “Come voi”.
Termina il concerto e la gente ne vorrebbe ancora. L’impressione e di trovarsi di fronte a delle veri e propri “animali da palcoscenico” che improvvisano coreografie, passano il microfono alla folla che canta a squarciagola, fanno l’occhiolino e si divertono tra di loro e con il pubblico. E se esistono ancora band che dopo così tanti anni appaiono visibilmente entusiaste di quello che fanno, ben venga.
I nostri occhi, ma soprattutto le nostre orecchie ne hanno goduto appieno… fino all’ultima nota!
Sara SAvelli
NERDS ATTACK 5 OTTOBRE
Chi è amante del punk rock puro, e ancora meglio, del “punk de roma”, sa cos’è la scena capitolina e come si è sviluppata negli anni. Che dire quindi? I Klaxon sono una leggenda! Hanno rappresentato l’espressione musicale perfetta del punk cantato in italiano, punk che sfrutta la potenza delle idee e non la complessità o la ricerca di innovazioni musicali. A Londra e in America molti gruppi che hanno fatto lo stesso, ora sono leggende mondiali. Attivi dal 1979 sono tornati quest’anno in campo con l’album ‘Brutti, Sporchi E Cattivi’ (anticipato dal singolo ‘È Tutto Loro Quello Che Luccica’) dopo un lungo periodo di pausa.
L’Init al mio arrivo si sta preparando alla serata. Ancora non c’è molta gente, ma riesco a scorgere visi noti: Fabrizio Ferraro e Andrea Morelli, batterista e bassista del gruppo parlano seduti ad un tavolo. C’è Sigaro della Banda Bassotti, ci sono i Prisoners e c’è Gianlorenzo dei Pinta Facile. Dentro c’è la musica dei Clash, gruppo al quale i Klaxon si ispirano quasi programmaticamente: nell’ultimo album c’è una canzona dedicata a Joe Strummer ‘Lettera Per Joe’ e la loro “hit di punta” è un brano dal titolo ‘100celle City Rockers’. Per non parlare poi delle frequenti cover proposte durante i loro concerti. Così ecco che tra una birra e l’altra, si aprono le danze all’interno della sala. Cominciano con il nuovo singolo e continuano con la triade di brani dell’ultimo album, quindi ‘Canzone Retorica’ e ‘Basso/Chitarra/Batteria’. Poi ci si inizia a scaldare con ‘Anfibio E Cresta’, pezzo dalla classica struttura punk-hardcore. Propongono la poesia di Pasolini ‘Alla Mia Nazione’ in chiave punk, passano per ‘Arde-core’ e arrivano alla cover di ‘I’m So Bored With The U.S.A.’. Il pubblico in questa prima parte di concerto non si scalda molto, se non in alcuni brevi momenti. Ma è con la pausa che le cose cambiano: i quattro infatti sembrano chiudere la “promozione dell’album” per proporre i pezzi che hanno da sempre appassionato i ribelli di Roma (e non solo).
Allora ricominciano con ‘100 Celle City Rockers’, ‘Supermarket Noia’, ‘Libero’ e un’altra cover dei Clash: ‘I Fought The Law’. Poi, quando tutto sembra finito, quando ormai la sala si è trasformata in un fiero e passionale campo di battaglia e alcuni si apprestano ad uscire, ancora non si è raggiunto l’apice. All’appello dei brani proposti manca infatti la splendida ‘Come Voi’, un brano impossibile da tralasciare, poiché rivolto direttamente al pubblico. E così, al loro ritorno, si scatena l’inferno. La soddisfazione è molta, di concerti così ce ne vogliono. Fuori si chiacchiera con un’altra birra: “Hanno un suono così compatto…”, “Quando hanno suonato i vecchi pezzi me so fomentato”. È vero quindi, i nuovi brani non hanno convinto molto il pubblico. Ma rimane il fatto che un gruppo attivo da trent’anni con un attitudine come questa oggi è qualcosa di raro e di bello da vedere: un onore.
Marco Casciani
TRAPPED IN SOCIETY - 5 OTTOBRE 2009
Punk rock is on the streets again!
On the streets” per modo di dire visto che questo è l’ennesimo concerto visto in quello che ora sembra proprio il ritrovo di tutti i skin e punk capitolini, l’init club: un bel locale con i buttafuori, dove ti fanno entrare in fila per due, dove una lattina di birra costa 5 euro…vabbè ma questa è un’altra storia!
Sabato sera 03/10/09 finalmente sono ritornati i KLAXON gruppo ormai attivo dai lontani anni ’80 (anzi se non ho capito male questo è proprio il 25°anno di attività) dopo parecchio tempo che non si vedevano più sugli stages romani, per la presentazione del loro nuovo album “Brutti sporchi e cattivi”.
Purtroppo siamo entrati a concerto già iniziato sia per il nostro ritardo che per il fatto di aver passato 15 minuti all’entrata aspettando che ci facessero entrare, ma fortunatamente siamo riusciti a vederci più di un’ora di concerto visto che loro erano l’unico gruppo della serata.
Devo dire che ho apprezzato i nuovi pezzi , mi è piaciuto soprattutto il pezzo che da il nome all’album…e penso che condividano il mio pensiero anche le decine di kidz che affollavano lo spazio sotto al palco, certo niente a che vedere però con il pogo che si è scatenato durante i loro “inni” come senza meta, 100celle city rockers e libero…apprezzatissime anche le cover dei clash come I FOUGHT THE LAW o I’M SO BORED WITH THE USA…poveraccio il chitarrista che nel bel mezzo del concerto ha iniziato a pisciare sangue da un dito che a quanto pare s’è tagliato con un vetro…ma questo piccolo inconveniente non ha certo ostacolato lo show anzi..in fin dei conti SEMO PUNK!!!
Dopo di che arriva il bis con un’unica canzone ma che fa per 1000 cioè COME VOI cover dei Fun che ha trascinato tutti nel delirio più totale…finito il bis i 4 veterani della scena romana se ne sono scesi dal palco accompagnati da quelli che penso che siano i loro bimbi, che non si sono assolutamente persi neanche una nota!
E anche sta volta termina qui il mio resoconto delle nostre goliardiche serate..
Bella pe tutti!
VANE_SHG



