AA.VV. - "Strummer, A Clash Tribute"

Il nostro tributo a Joe Strummer. 

Venticinque tracce, venticinque cover dei Clash. Questo è il contenuto di “Strummer: a Clash tribute”, cofanetto prodotto dalla Raged Records da poco entrato in distribuzione. Un esclusivo doppio cd, brani registrati da band invitate per un omaggio al rocker inglese.

“Strummer: a Clash tribute” non è un semplice insieme di tracce, è un progetto collettivo, un lungo e meticoloso lavoro portato avanti per circa due anni dall’etichetta romana. Un’idea nata con l’intenzione di un solo cd, ma che viste le numerose adesioni è stata invitata ad ampliarsi nel modo un cui è arrivata adesso. Cover inedite di band affermate e gruppi emergenti appena registrate negli studi della casa indipendente più gli americani The Freshmakers e King Django con il tedesco Dr. Ring Ding, ospiti d’onore dal ragamuffin bianco. L’originale rilettura di "Junco Partner" contenuta nel primo dei tre vinili stampati dai Clash nel 1980 sotto il nome di Sandinista. Sempre da Sandinista, per chi ama il periodo maggiormente contaminato dell’era Clash, ”The sound of sinners”, rivista dalla Tribù Acustica e “Somebody Got Murdered” dei Senza Sicura, ska punk trevigiano dalla dichiarata influenza combat rock. Da Treviso a Venezia con i Fahrenheit 451, che in un colpo solo ricordano Joe Strummer e Junior Murvin, risuonando l’immortale “Police & Thevies” in tono punk abbandonando per un attimo le abituali sonorità in levare, che invece non mancano nell’interpretazione di “This is England” degli Easy Skankers, tratta da Cut the Crap. Accanto a loro, al numero otto della track list del secondo cd Radici nel Cemento in “Guns of Brixton 2006”, nuova versione della stessa cover registrata per la prima volta nel 1998.

Da ascoltare “London Calling in the jungle”, la London Calling degli honduregni Khaoticos, hard rock nell’animo, abituati a chitarre distorte e pesanti e che invece per l’occasione hanno reinterpretato il classico strummeriano arricchendolo di suoni e percussionei centramericane. Molto curata pure la “Radio Clash” dei Radio Maroon, come estremamente d’impatto “Janie Jones” spinta dal punk dei Rancore. I Rancore qui in veste ufficiale, come una delle band di casa, elemento di spicco dell’ancora piccola ma ben assortita squadra della Raged Records. Sempre per la Raged Records sono presenti anche Burn Out, Prisoners, Antistamina, Verrospia.

Sul piatto inoltre anche la prestigiosa collaborazione di Klaxon e Stab, storiche formazioni punk che ovviamente non avrebbero potuto far a meno di suonare “I’m so bored with U.S.A” e “Hate & War”, dal primo omonimo disco ’77, con Strummer, Jones e Simonon in procinto da salire in rampa di lancio. Pur essendo una produzione intensa, dalla lunga gestazione per l’elevato numero di artisti coinvolti, "Strummer" non annoia, alterna voci differenti, colpisce per l’originalità, incuriosisce l’ascoltatore.

Tra i migliori esempi la cover che i Triatriba hanno offerto di “Rock the Casbah”, senza voci, senza cori, con un motivo cantato da un sitar fluido in mezzo a percussioni, batterie elettroniche e synth, la solitaria “Revolution Rock” di Intiman e la “Jimmy Jazz” in vestiti d’autore di Angelo Elle. Parecchio da ascoltare in questo “Strummer” insomma, ascoltare ed osservare. Fabio D'Isanto ha curato l’aspetto del cofanetto con una copertina originale in pieno stile “Working Class” ed un ritratto in chiaroscuro di Joe Strummer.

Completa l’opera un booklet che riassume minuziosamente la vita di John Graham Mellor, dalla nascita il 21 agosto 1952 alla morte, il 22 dicembre 2002. Dai 101’ers ai Clash, dall’incertezza al ritrovato successo coi Mescaleros. Un compendio funzionale che affianca questo omaggio panoramico sui cinque anni in cui Joe Strummer ed i Clash bruciarono i palchi di mezzo mondo.